Perché esistono tante tonalità di capelli e carnagione?

Il prototipoperduto: La genesi delle differenze

L’attuale varietà fenotipica umana, cioè di tonalità di capelli e carnagione, non è il prodotto di una selezione naturale, ma il risultato di una diluizione meccanica occorsa durante l’ibridazione tra il prototipo dei Figli di Dio, cioè  da 2,5 metri, e le stirpi umane da 1,5 metri circa. La fisica della materia impone che, quando un corredo genetico ad alta saturazione viene forzato in una struttura volumetrica ridotta, il pigmento subisca una scomposizione o uno sbiadimento.

La matrice dei Figli di Dio: Il canone originale

 

Naturalmente stiamo usando l’altezza media di un uomo ibrido che potrebbe anche appartenere all’Homo sapiens, in quanto i Cainiti veri e propri potevano essere più bassi: 1,2 m

 

Il corredo somatico originale dei Figli di Dio presentava una polarità assoluta: carnagione bianco-latte (assenza di depositi melaninici granulari) e capelli neri corvini massicci. Gli occhi neri fungevano da centri di assorbimento totale. Questa struttura era progettata per un organismo di 2,5 metri; la densità del nero corvino e la purezza del bianco erano stabili grazie a un’efficienza metabolica superiore.

La linea di Caino: Il nero brunito e la regressione ferina

 

La prima grande divergenza avviene con la stirpe di Caino (stazza media 1,40 m). Qui la biologia subisce una densificazione materica:

La matrice di Lilith: L’innesto del pigmento giallastro

 

L’introduzione della linea di Lilith ha inserito nel sistema una variante specifica: la carnagione giallastra. Tecnicamente, si tratta di una configurazione biochimica che altera la sintesi dei lipidi epidermici e dei carotenoidi. Questa matrice ha fornito la base cromatica per le popolazioni orientali, aggiungendo un terzo polo di instabilità al mosaico ibridato.

Il collasso della stazza: Genesi del biondismo e del castano

 

Cinetica enzimatica della melanogenesi e saturazione cromatica

 

Il punto di rottura avviene nell’incontro tra i 2,5 m e i 1,50 m. La differenza di stazza agisce come un solvente chimico sulla pigmentazione:

La Scomposizione Ferrosa: capelli rossi e pelle rossa

 

Quando l’integrità del nero corvino e del marrone brunito viene meno a causa del “crash” tra le due stature, emergono i componenti cromatici sottostanti:

 

Le lentigini come collasso melanico

 

Nel caso delle lentigini, in seguito all’ibridazione il sistema non è stato più in grado di distribuire la melanina in modo omogeneo

 

Un’ulteriore prova fisica della “perdita di carico” biochimica nel passaggio dai 2,5 m ai 1,50 m è rappresentata dalle lentigini. Nel prototipo originale, la pigmentazione (quando presente, come nel nero corvino) era massiva, uniforme e satura, progettata per una schermatura totale.

Le lentigini non sono semplici “macchie”, ma costituiscono la manifestazione visibile di una melanogenesi frammentata a causa del crollo volumetrico dell’organismo.

Miniaturizzazione della fibra e interferenza morfologica

 

Il processo che ha portato nell’uomo il cosiddetto “capello sottile” al posto dei capello liscio e più spesso

 

La riduzione volumetrica del corpo (da 2,5 m a 1,50 m) ha imposto la miniaturizzazione del follicolo. Il cosiddetto “capello sottile” degli ibridi è un conduttore a sezione ridotta, incapace di sostenere il carico bioelettrico del prototipo. La forma mossa o ondulata è la traccia meccanica di questa compressione: una fibra che “vorrebbe” essere liscia ma viene distorta dalla struttura ridotta e densificata dell’organismo ibrido.

L’Iride trasparente: Il naufragio del colore

 

L’apparizione degli occhi verdi e azzurri nell’ibrido da 1,50 m non è un’evoluzione cromatica, ma l’esito finale della dispersione luminosa su una struttura priva di massa pigmentaria. Mentre l’occhio del Prototipo originale presentava una densità melaninica tale da assorbire ogni spettro visivo, l’occhio chiaro manifesta il crollo della barriera protettiva oculare.

Conclusione: perché esistono tante tonalità di capelli e carnagione?

 

Esistono tantissime tonalità di capelli e carnagione. La grande varietà somatica, fenotipica e cromatica dell’uomo odierno dipende dall’ibridazione della specie uamana. Tuttavia, al di là delle differenze, i volti che per proporzioni si avvicinano al modello dei Figli di Dio, a prescindere dai colori, sono percepiti come belli. Solo su questo, equazione della bellezza, faremo un articolo dedicato

 

Dunque, perché esistono tante tonalità di capelli e carnagione? L’umanità attuale è un campionario di sbiadimenti e frammentazioni. Il biondo, il rosso, il castano e le varie tonalità di pelle e capelli non sono evoluzioni o frutto di una speciazione, ma il risultato di una pigmentazione che si è “stirata” e rotta nello scontro tra due stature incompatibili. Più ci si allontana dai 2,5 metri dei Figli di Dio, più il corredo somatico diventa fragile, sottile e cromaticamente instabile. La verietà umana odierna non deriva da qualcosa acquisto dai Figli di Dio con il tempo né dall’umanità successiva, ma di un’ibridazione umana che appare evidente proprio dall’enorme mole di fototipi diversi e dalla immensa varietà cromatica.

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