La selezione naturale delle popolazioni del deserto

Selezione Naturale, Sacramenti e il Conflitto Antropologico tra Islam e Cristianesimo

La storia dell’umanità è profondamente segnata dal rapporto tra biologia, pressioni ambientali e sistemi di credenze. Quando analizziamo lo sviluppo di determinate civiltà, emerge un interrogativo cruciale: in che modo le dinamiche sociali e religiose possono agire da setaccio biologico, accentuando o mitigando i tratti più ferini della natura umana? Questo ci è utile per un confronto tra Islam e Cristianesimo.

Il presupposto arcaico: La savana e la pressione selettiva

 

Dobbiamo tenere presente che questa selezione selettiva dei popoli del deserto è iniziata centinaia di anni fa, arrivando fino all’avvento dell’Islam

 

In contesti ancestrali dominati dall’isolamento geografico e dalla scarsità di risorse — come l’ambiente desertico e tribale che ha preceduto le grandi conversioni — laggressività non era una scelta morale. Ma un fattore di sopravvivenza.

Il cortocircuito dell’Islam: La legalizzazione della legge del più forte

 

Nell’Islam, la fusione tra potere spirituale e politico sacralizza la legge del deserto. L’Imam si trasforma in capo militare perché la teologia codifica la guerra e la sottomissione, elevando la guida carismatica a condottiero che guida le truppe e garantisce il primato sociale e riproduttivo del forte. Non a caso Islam significa “sottomissione”, non solo dei musulmani ma anche degli infedeli

 

Mentre la maggior parte delle tradizioni spirituali ha cercato nel tempo di porre un freno a questa deriva, l’avvento dell’Islam ha operato una scelta opposta, prendendo le dure leggi del deserto e conferendo loro un sigillo sacro ed eterno. Questo è ciò che sta alla base dei conflitti tra Islam e Cristianesimo.

I Sacramenti come panacea: La mutazione dei caratteri in Europa

 

I principi cavallereschi cristiani sono nati e si sono consolidati nel pieno Medioevo, tra la fine del XI secolo e il XII secolo. Ma già prima di quel tempo, chi abbracciava la fede cristiana come guerriero doveva rinunciare all’aggressività fine a sé stessa. Anche chi si faceva battezzare per convenienza, doveva comunque dimostrare alla comunità di aver abbracciato gli ideali cristiani, rinunciando alla vita da predone

 

Per comprendere appieno queste dinamiche tra Islam e Cristianesimo, è necessario osservare il percorso speculare dei popoli europei. Anche l’Europa era originariamente popolata da tribù guerriere e aggressive (basti pensare ai clan germanici, celtici o norreni), la cui ferocia non aveva nulla da invidiare a quella dei predoni del deserto. Tuttavia, a partire dal Medioevo, la traiettoria storica è stata radicalmente deviata da un fattore esterno: un’educazione al valore della mitezza e i Sacramenti.

Islam e Cristanesimo: Una convivenza impossibile

 

La battaglia di Lepanto (1571) fu lo storico scontro navale in cui la Lega Santa cristiana distrusse la flotta ottomana, arrestandone l’espansione nel Mediterraneo. Si invocò la protezione di Maria Santissima, perché i cristiani erano ben consapevoli che se avessero perso lo scontro sarebbe stata la fine dell’Europa cristiana

 

Questa profonda divergenza antropologica ha generato una dinamica di scontro e sofferenza, La tensione tra Islam e Cristianesimo che si è prolungata ben oltre il Medioevo, arrivando a lambire il XVIII secolo. Per secoli, le coste europee sono state sistematicamente infestate e devastate dai pirati saraceni e barbareschi — veri e propri predoni del mare — e dalle potenze islamiche, che catturavano civili inermi. Chi sopravviveva ai massacri veniva ridotto in schiavitù: una sorte drammatica che colpiva soprattutto donne e bambini europei. La reazione del mondo cristiano a questa piaga non fu solo militare (le Crociate), ma profondamente spirituale e sacrificale:

Questo stato di costante minaccia e razzia si è trascinato fino all’epoca moderna, dove ebbe fine la guerra tra Islam e Cristianesimo. Il vero punto di svolta geopolitico è avvenuto in Austria, con l’ultima grande guerra difensiva contro l’espansionismo dell’Impero Ottomano (culminata nell’assedio di Vienna del 1683). Da quel momento in poi, lIslam ha progressivamente ceduto e ripiegato di fronte alla netta superiorità tecnologica, strategica e scientifica delle nazioni europee. È stato proprio questo definitivo sbarramento tecnologico a risolvere un problema secolare e a impedire l’islamizzazione totale del continente, ponendo le basi per il mondo in cui viviamo oggi.

Lo sbarramento ontologico tra Islam e Cristianesimo: La condanna a restare “creatura”

 

Il fine della Resurrezione della carne e della Parusia è quello di annettere i figli degli uomini alla famiglia divina: la cosiddetta “divinizzazione dell’uomo”. Per l’Islam il concetto di Figlio di Dio equivale a una bestemmia. Ecco spiegato il motivo perché il dialogo tra Islam e Cristianesimo è oggettivamente sterile o superfluo. Esso rientra un’idea di ecumenismo distorta

 

L’assenza di questa medicina spirituale nell’Islam si traduce in un preciso blocco metafisico, dove il disegno originario viene invertito.

Conclusione: Islam e Cristianesimo

 

L’aggressività permanente è il frutto di una selezione naturale e culturale che, nel tempo, ha fatto prevalere determinati caratteri genetici adatti alla sopravvivenza nel deserto. Ma mentre l’Europa ha arginato la ferocia arcaica dei suoi popoli attraverso la “panacea” dei Sacramenti — capaci di modificare l’espressione profonda dei caratteri umani, opponendosi alle razzie dei predoni del mare con l’eroismo dell’Ordine della Mercede e sbloccando la situazione grazie alla successiva superiorità tecnologica — l’Islam ha cristallizzato e sacralizzato la legge del più forte, legalizzando la prevaricazione invece di curarla. Inchiodando l’uomo al rango di “creatura” sottomessa, questo sistema ha usato la carne per bloccarne l’evoluzione spirituale. Al lettore resta un’unica domanda: chi siede davvero su un trono che esige lo schiacciamento dell’essere umano?

Naturalmente in questo confronto tra Islam e Cristianesimo non si intende dire che i popoli europei furono immuni dall’errore. Il tempo in cui l’Europa si libera dal pericolo dell’Islam coincide con colonialismo.

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