Le origini dell’Islam e la violenza

Le verità storiche che gli imam non dicono

La storia non è fatta solo di grandi uomini, ma di risposte adattive a condizioni estreme. I “predoni del deserto” non furono un’anomalia. Ma il prodotto di un ambiente dove la scarsità di risorse rendeva la prevaricazione l’unica strategia di sopravvivenza. Il problema sorge quando tale strategia, invece di evolvere verso forme di convivenza civile, viene cristallizzata in una dottrina sacra”. LIslam non è il superamento di quella condizione, ma la sua canonizzazione. Ciò che era una necessità ferina di una tribù del VII secolo è stata trasformata in una dottrina immutabile, protetta dal tempo e imposta come legge universale. L’Islam e la violenza restano un argomento tragicamente attuale, anche se la sua dottrina è più che mai messa in crisi della realtà storica.

La Genesi del mito: La Mecca e il vuoto archeologico

 

È una tomba o una costruzione che sembra legata a un rito funerario, probabilmente quello del re nabateo Obodas I divinizzato, che accedette al trono nel 96 a.C. Successivamente l’edificio fu riutilizzato come monastero dai cristiani per nascondere e preservare i testi più antichi della fede cristiana

 

Secondo la dottrina islamica ortodossa, la direzione della preghiera (la Qibla, rivolta verso la Kaaba alla Mecca) non è solo un consiglio o una consuetudine, ma un requisito fondamentale di validità della preghiera stessa (Salah). La prima crepa nell’edificio è geografica. La narrazione islamica dipinge la Mecca come un centro commerciale cosmopolita e fulcro del mondo, ma l’archeologia e la filologia moderna suggeriscono un vuoto sconcertante. Questa “geografia invisibile” solleva una domanda devastante:

Se la cornice storica è costruita a posteriori per legittimare un potere, cosa resta della veridicità dell’intero sistema?

Secondo la tesi accademica portata avanti da storici come Patricia Crone, Michael Cook e analizzata anche da studiosi come Dan Gibson, le prime moschee non erano affatto orientate verso la Mecca attuale. Bensì Dan Gibson, nel suo studio Qibla Tool, ha dimostrato che una vasta serie di moschee del primo periodo punta verso Petra, in Giordania, non verso la Mecca.

 

Le “Leggi Proibite”: Il segreto del codice

 

Secondo Paolo Kafira i molti casi di necrofila presenti in nazioni musulmane sarebbero collegati a un hadith di Bukhari appartenente alla sunna. Si tratta di una questione controversa, ma è solo un esempio per farvi vedere come gli stessi imam siano facilmente messi in crisi da queste accuse. Naturalmente, la cosa migliore è sempre quella di verificare le fonti e vedere come gli imam vengono messi in difficoltà.

 

Esiste una gerarchia della conoscenza a discapito della donna. Molte delle implicazioni più brutali e degli Hadith più crudi che regolano la vita privata, la sottomissione femminile e la gestione del bottino sono parte di una tradizione che molti imam in Occidente preferiscono mantenere in lingua originale, “nascostadietro un velo di interpretazione rassicurante. Quando queste leggi, incluse le aberranti fatwa sulla necrofilia, vengono esposte nella loro nudità letterale, il confronto con l’etica umana diventa impossibile.

La tecnica dell’occultamento: Cosa gli imam non dicono

 

Gli apostati dell’Islam svelano la verità sulla Shari’a e la violenza nel mondo islamico, mentre gli imam nascondono la verità di una dottrina che giustifica ancora la legge del predone. Cioè, del prevaricatore portanta avanti imitando i comportamenti di Maometto

 

Quando queste leggi vengono esposte pubblicamente, la reazione classica è il tentativo di negare la validità dei testi o di invocare unacomplessitàinesistente. Gli apostati e gli storici, conoscendo il codice dall’interno, smascherano costantemente questa ipocrisia, portando l’apologeta a uno stato di evidente ridicolo di fronte all’evidenza dei propri testi sacri.

Aisha e Maria: La menzogna della falsa equivalenza

 

Il fatto che nessun imam ammetta che sposare una bambina di nove anni è profondamente immorale denota come non conti ciò che è giusto. Ma solo ciò che la Shariʿa e Allah pemettono. Il problema delle spose bambine è una tregedia enorme.

 

Lapologetica islamica cerca di normalizzare il matrimonio con Aisha a sei anni (e consumato a nove) tramite il paragone con Maria, madre di Gesù Cristo. È una bugia storica. Maria, secondo la tradizione, fu promessa in età canonica e l’evento centrale della sua vita è un mistero spirituale, non lo stupro di una bambina. Equiparare una sposa bambina, oggetto di possesso fisico, alla figura mariana è l’ultimo rifugio di chi non ha argomenti morali per difendere le proprie azioni. Il problema è che la storia di Aisha giustifica il matrinonio delle spose bambine in Asia sia meridionale che centrale e sia Medio Oriente che Nord Africa.

Il fallimento della difesa storica da parte dell’Islam

 

La Battaglia di Vienna del 1683 fu lultimo tentativo dei mondo musulmano di invadere l’Europa per convertire con la forza gli infedeli cristiani. L’Islam da quel momento farà i conti con una dura realtà. Perché gli Europei resteranno tecnologicamente più avanzati, dimostrando che il popolo musulmano non è affatto il “popolo prescelto” per portare la legge di Allah in tutto il mondo. Bensì sarà un altro il popolo a raggiunge, nel bene e nel male, ogni angolo della Terra: i coloni europei

 

Tra gli imam si dice:

Era un periodo brutale!

Ma questa scusa collassa davanti all’evidenza storica. Nel VII secolo, il mondo ebraico e quello cristiano avevano già sviluppato una tutela della donna e una condanna della violenza che le società predone non possedevano. Non era il “periodo storico” a imporre la ferocia: era una scelta dottrinale. I predoni hanno scelto la sottomissione; gli altri hanno scelto la civiltà.

Conclusione

 

Ogni dottrina è l’effetto domino della propria origine. Se la protologia di una civiltà risiede nel rispetto dell’individuo, il suo sviluppo tenderà alla libertà; se essa affonda le radici nella prevaricazione, il suo destino sarà il dominio. La protologia dellIslam è il Predone del Deserto: una dottrina che non è evoluta dalla sua origine, ma l’ha cristallizzata in legge eterna. Quella che oggi osserviamo non è un’incomprensione storica, ma la trasposizione di antichi meccanismi di razzia in un dogma immutabile. L’Islam è il tentativo unico di rendere eterna la legge della prevaricazione, trasformando una necessità tribale in un sistema che si oppone frontalmente ai diritti umani. In questo senso, lIslam prova che la protologia determina il destino do ogni dottrina e ideologia. Per questa dottrina, integrarsi in un mondo di libertà significherebbe tradire la propria Origine. Il Predone non può smettere di essere tale senza cessare di esistere. Ecco perché la sua “Legge del Deserto” rifiuta, per sua stessa natura, ogni evoluzione moderna.

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