La vita e la solitudine di don Guido Bortoluzzi

Il fardello del veggente

Fin dall’inizio della sua esistenza, il destino di don Guido Bortoluzzi fu segnato da un’ombra luminosa e gravosa. Numerosi personaggi mistici, fin dalla sua giovinezza, avevano profetizzato per lui una vita straordinaria e dolorosa, indicandolo come il custode designato di un mistero destinato a scuotere le fondamenta del mondo. Ma nessuno, forse neanche lui, poteva immaginare quanto alto sarebbe stato il prezzo da pagare.

Un fardello spirituale tra persecuzioni e solitudine

 

Don Guido osserva la storia dei primi tre capitoli della Genesi mosaica come se fosse un film, diviso in otto visione che vanno dal 1968 fino al 1974. Alle volte osserva le vicende della Genesi attraverso uno schermo che Dio Padre pone davanti al suo volto. Altre volte è letteralmente catapultato nel passato e, come osservatore invisibile, scruta ogni cosa. Era come se fosse presente insieme ad Adamo e agli altri personaggi della prima famiglia nei giardino primordiale

 

C’è un peso che nessun uomo vorrebbe portare sulle proprie spalle, un fardello invisibile e spietato che trasforma un’esistenza ordinaria in un campo di battaglia spirituale. Don Guido ha vissuto esattamente questo: non una vita di comode certezze, ma un percorso segnato dalla persecuzione, dal rifiuto e da una lotta senza tregua contro un nemico che non tollerava la portata di ciò che gli era stato rivelato.

Sacerdote umile e schivo, don Guido non cercava certo la celebrità o il ruolo del visionario. Eppure, si è ritrovato custode di una prospettiva capace di ribaltare secoli di dogmatismo cieco. Ciò che ha visto — la realtà nuda e cruda della protologia e l’origine dell’ibridazione umana — gli è stato mostrato con la precisione inesorabile di una visione oggettiva. E don Guido, nonostante i suoi limiti umani, diversamente da altri mistici è ha sempre cercato di essere estramente obiettivo. Ma la Verità che Dio Padre rivelò a don Guido fu per lui una condanna terrena.

Gli attentati materiali e l’ostilità del clero

 

Don Guido ha sofferto molto la solitudine, avendo ricevuto un fardello che per gli altri sacerdoti era motivo di derisione. Nessuno lo prendeva sul serio, anche se le sue spiegazioni erano capaci di lasciare non pochi preti del tutto spiazzati sugli argomenti protologici. Inoltre, scampò a molti misteriosi attenti, come se il Nemico volesse eliminarlo fisicamente prima che portasse a termine la stesura del libro Genesi Biblica (pubblicato da Renza Giacobbi nel 2003)

 

Chi ha tentato di fermarlo non si è limitato all’ostilità ideologica. Don Guido è scampato a numerosi attentati concreti. Cioè, tentativi materiali e reali messi in atto da un nemico che cercava in tutti i modi di sopprimerlo fisicamente. Questo perché consapevole della portata dirompente della rivelazione da lui ricevuta.

A questi assalti mortali si è aggiunto il linciaggio morale: le persecuzioni costanti da parte di un clero incapace di comprendere, che lo etichettava sbrigativamente come un pazzo visionario. Chiusi nel loro dogmatismo, i religiosi dell’epoca non potevano accettare un’esegesi così radicale, divisi come erano tra il ristretto orizzonte tradizionalista e le comode lusinghe del teo-evoluzionismo.

Ancora oggi, troppi preferiscono rifugiarsi nelle favole edulcorate della tradizione fondamentalista, nei dogmi oscuri o nelle eresie moderne evoluzionistiche, pur di non fare i conti con la cruda realtà della nostra storia biologica e spirituale che non viene dall’uomo, ma da Dio Padre.

L’opera di Renza Giacobbi e il superamento del concordismo

 

Don Guido Bortoluzzi muore l’8 ottobre 1991, lasciando a Renza Giacobbi il compito di pubblicare il libro Genesi Biblica, che contiene la rivelazione, e di continuare ad approfondire la Genesi grazie alla incredibili chiavi di lettura della vera natura del peccato originale

 

Il testimone, tuttavia, non si è estinto con la sua morte. Oggi Renza Giacobbi, figlia spirituale di don Guido, insieme ad altri stretti collaboratori, ha portato avanti un lavoro di approfondimento sugli scritti della rivelazione durato più di vent’anni. Attraverso diverse edizioni del libro, questo percorso ha permesso di epurare gli errori interpretativi e le ingenuità dettate dal concordismo[/simple_tooltip], con cui don Guido aveva cercato in buona fede di far coincidere la rivelazione con la visione tradizionalista della Genesi mosaica. Esempio al riguardo ne trovate in questi due articoli: La creazione della donna, Chi era davvero la sposa di Set?.

La rivelazione non si limita a svelare la natura del peccato originale, ma anche la differenza tra i Figli di Dio e noi figli degli uomini.

Queste chiavi di lettura rappresentano un vero e proprio spartiacque. La Genesi Biblica si rivela essere soltanto la punta di un iceberg che conduce a conseguenze teologiche inaspettate e dirompenti. Esistono scritti personali e diari in cui don Guido custodiva intuizioni profonde e locuzioni interiori con Dio Padre. Per sua espressa volontà, questi testi intimi e legati alla sua vita spirituale privata non verranno mai pubblicati e resteranno di esclusiva lettura per Renza e i suoi stretti collaboratori.

Conclusione

Lo scopo di Renza e del suo team, anche per il futuro, è fare in modo che le incredibili conseguenze teologiche di questa rivelazione arrivino un giorno a tutti nelle loro massime ed estreme conseguenze. È la missione che portiamo avanti anche su theorigins.it: Cioè, spiegare la protologia pezzo per pezzo attraverso le chiavi di lettura di don Guido. Il fine e quello di allargare al contempo gli orizzonti per mostrare una realtà molto più vasta e complessa di quella che il cattolicesimo ci ha raccontato in duemila anni di storia.

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