Spiegare la religione con l’ufologia

Quando si trasforma il sacro in fantascienza per mancanza di profondità

Spiegare la religione con l’ufologia è un vizio che molti ufologi proprio non riescono a togliersi.

Luomo moderno vaga tra le stelle cercando risposte che ha già calpestato sulla Terra. Quello che oggi chiamiamo “ufologia” non è altro che un guazzabuglio di miti scopiazzati e desideri proiettati nel vuoto. L’uomo materialiste che desidera credere in qualcosa di superiore, non potendo accettare Dio e non sentendosi soddisfatto dallo scientismo, sceglie di credere nell’ufologia: lo studio, l’analisi del fenomeno UFO (Oggetti Volanti Non Identificati) o UAP (Fenomeni Aerei Non Identificati), inclusi i presunti avvistamenti, rapimenti, incontri e la loro ipotetica origine extraterrestre. Ma le loro intepretazioni non sono sostenibili, come vedremo a breve. Esse cercano anche di dare una diversa interpretazione al fenomeno delle origini. Pertanto, come protologo mi tocca dira la mia su tale argomento che si oppone alla protologia seria.

 

La Sostituzione del Divino: Il dio dei materialisti

 

In alto a destra, vicino a una grotta dove San Girolamo è in preghiera davanti al crocifisso, si vede chiaramente il galero rosso (il cappello cardinalizio) che sembra fluttuare nel vuoto. Perché è lì: Iconograficamente, rappresenta la rinuncia di San Girolamo alle cariche ecclesiastiche per la vita ascetica. Il cappello viene “abbandonato” o lanciato via. Oggi ufologici sono stati fortemente presi in gioro per aver associato tale oggetto a un discovolante, ma esistono altre opere sacre su cui insistono nel vedere UFO laddove l’autore raffigura ben altro Perché sembra un UFO: La prospettiva tipica di Paolo Uccello, unita alla forma piatta e circolare del cappello con i lacci che scendono, lo rende incredibilmente simile a un disco volante in volo stazionario o in fase di atterraggio. Esso è l’immagine perfetta per il tuo discorso: un simbolo di umiltà e rinuncia al mondo che, agli occhi del materialismo moderno che ha perso il codice dei simboli, si trasforma in un oggetto tecnologico alieno.

 

Lalieno è ildiocreato a immagine e somiglianza del nostro ego tecnologico.

È un essere che sta “sopra” di noi non per santità o natura divina, ma per mera superiorità tecnica. È una doppia fede sia nella tecnologia che ci porterà ovunque nello spazio esterno che negli extraterrestri, che non eleva l’anima ma si limita a proiettare nel cielo i nostri desideri di potenza. In questo schema, la trascendenza è sostituita da tecnologie aliene: un’idolatria della forma e della materia che ignora lo Spirito e nega a priopri Dio e il miracolo. Esistono anche cristiani o appartenenti ad altre religioni che credono “.formalmente” negli alieni, ma il loro è più un atteggiamento aperto verso una possibilità e non un atto di fede in civiltà aliene che hanno creato l’uomo e si nascondono dietro ogni mistero archeologico, ogni complotto e ogni prodigio a partire da quelli descritti nella Bibbia. Essi prendono per vere le invenzioni di autori della fantascienza, quali Zecharia Sitchin, facendo della fantascienza un atto di fede.

 

Il mito rovesciato: Quando la Bibbia precede la Storia

 

Questo scenario, dove al posto del pastore abbiamo un alieno grigio e al posto della croce un simbolo, diacimo, “scientista”, non si allontana così tanto da certe realtà dove si fa un vero miscuglio tra fede e ufologia

 

I biblisti e gli ufologi inciampano nello stesso errore cronologico. I miti degli Anunnaki non sono la fonte della Genesi, ma la sua distorsione rumorosa. Mosè, come ho spiegato in questo video, “Mosè è l’autore del Pentateuco?”, esiste nella Prima Dinastia egizia. Collocarlo ai tempi di Ramses II è assurdo, basta consultare un egittologo per saperlo. La Bibbia non copia i testi mesopotamici; sono i racconti deifigli delle stellea essere echi deformati di una cronaca pura e antecedente che l’uomo ha smarrito nel tempo. Poi nel corso del tempo, come dimostrano anche la traduzione ebraica e alcuni apocrafi, la mitologia originale ricevuta da Mosé da Dio è stata travisata, mutilata e non incompresa. Senza la comprensione del DNA non era possibile comprendere cosa fosse realmente accaduto ai tempi del peccato di Adamo.

La fuga da Dio: L’alieno che non giudica

 

Il Miracolo del Sole, con suoi 60.000 testimoni, tra cui anche persone che si trovavano lontane dal luogo del miracolo, ha sempre messo in crisi molti non credenti. Naturalmente per un ufologo il sole che si muove nel cielo non che essere un UFO…

 

Questa “fede nell’alieno” è un paravento per fuggire dalla scomoda verità della protologia e del Cristianesimo. È psicologicamente più facile credere di essere il prodotto di un ingegnere spaziale a cui non si deve nulla, piuttosto che accettare di essere creature divine che hanno tradito la propria natura genetica. Sostituiamo Dio con un alieno. Perché l’alieno non ci manda all’inferno e ci illude che un giorno anche noi saremo esseri superiori grazie alla sola tecnologia. L’uomo moderno non accetta il demiurgo cattivo né vuole rendere conto del proprio peccato a qualcuno di superiore. E non può accettare il male presente nel mondo al di là dell’uomo. Ma questo è un problema legato al modo di esporre la Storia della Salvezza, che oggi non è più presentata in modo credibile dalla maggior parte del Cristianesimo. In realtà  la tedodicea può essere spiegata in modo assai più convincente.

L’unicità della Terra: Il silenzio del cosmo

 

Sappiamo che 3.900 sistemi planetari e alcune decine di pianeti orbitano nella “zona abitabile” della loro stella, ma non hanno le proprietà della Terra atte per ospitare la vita

 

La scienza osserva l’universo e, con ogni nuova scoperta, conferma un dato terrificante per chi crede negli alieni: lunicità della Terra e del sistema solare. Non c’è speranza nei segnali radio, né nelle atmosfere lontane. Il cosmo è un deserto immenso dove solo questo piccolo granello di polvere sembra vibrare di una vita complessa e redenta. Anche i pianeti detti “simili alla terra” differiscono di pochi elementi importanti necessari per poter ospitare la vita. Ergo, si vuole credere in qualcosa solo per l’immensità del cosmo e non per i dati scientifici osservati.

L’universo è vastissimo e la ricerca resta aperta, ma per ora la Terra rimane l’unico pianeta abitabile di cui siamo a conoscenza.

Infine, bisogna sottolineare che anche se trovassimo un altro mondo abitato potrebbe non avere civiltà progredite. Oppure potrebbe semplicemente essere un luogo irrangiungibile anche con le più sofisticate tecnologie finalizzate per viaggiare nello speazio esterno. Un’altra possibiilità è che tali civilità progredite siano esistite in passato o esisteranno nel futuro, quando non ci sarà più l’uomo.

La Parusia e i Figli di Dio: L’attesa comune

 

Molti, nel bene o nel male, attendono l’arrivo di qualcosa che cambierà tutto o che porrà fine al mondo odierno. È così per la maggior parte delle tradizioni religiose, incluso quella Contattismo. Don’t Look Up, un ottimo film di Adam McKay, si interroga proprio sull’incapacità di guardare in alto. Come spiegato su KeyNerd, alle volte guardiamo altrove perché non ci basta quello abbiamo

 

Facendo un discorso per i credenti. Anche se volessimo ipotizzare “Figli di Dio” migrati su altri mondi, essi avrebbe anche modo di tornare. Se tornassero in comunione con Dio, lo farebbero per aiutarci; se ribelli, per vendicarsi. Ma la verità è che essi, come noi, sono legati al racconto della Redenzione che si compie qui sulla Terra. Sul piano biologico sono estinti; sul piano spirituale, attendono insieme a noi la Parusia e la Resurrezione della carne. Non ci sono astronavi in arrivo, ma un Giudizio che non conosce spazio-tempo.

Chi cerca di spiegare il mistero di Dio banalizzandolo con l’ufologia non si rende conto che sta addentrandosi in un territorio che, per chi non ha mai coltivato un barlume di autentica spiritualità, rischia seriamente di apparire come un deserto di tecnicismi puerili, dove il sacro viene tristemente ridotto a ridicola cronaca meccanicistica.

Conclusione: l’inganno del materialismo e il fallimento dell’ufologia

 

Sebbene siano stati individuati migliaia di esopianeti, molti si trovano in zone inabitabili o possiedono atmosfere ostili alla vita basata sul carbonio. Il paradosso di Fermi suggerisce inoltre che civiltà avanzate potrebbero avere tempi di esistenza brevi o comunicare con metodi a noi ancora ignoti. Di fatto, l’universo è talmente vasto che la nostra ricerca ha coperto finora solo una frazione infinitesimale dello spazio disponibile. E cercare un altro mondo abitato è come cercare un ago in un pagliaio

 

L’ufologia non possiede alcun valore storico, né religioso, né scientifico. È mitologia di bassa lega, scopiazzata malamente dalla fantascienza del secolo scorso per dare un brivido a chi vorrebbe credere in qualcosa di superiore. Escludendo però il trascendente. È il rifiuto della realtà in favore di una favola che non salva nessuno e che genera solo tanta ignoranza e confusione. Da notare che su The Origins non neghiamo l’esistenza di oggetti inspiegabili che si spostano nei nostri cieli. In “UAP/USO: Il mistero di una volontà lontana milioni di anni” e “L’IA ancestrale e il mistero della dualità degli UAP/USO” abbiamo provato umilmente a spiegarli meno banalmente. Restando però aperti al mistero che spesso oltrepassa la fantasia umana che, spesso, ritroviamo nel genere fantascientifico.

 

 

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