Il fenomeno UAP non appartiene alla storia antica o all’arte sacra — dove gli ufologi proiettano erroneamente le proprie ossessioni moderne, scambiando la grammatica visiva e simbolica del passato per “dischi volanti” (argomento già ampiamente sviscerto nell’articolo “Spiegare la religione con l’ufologia”). Il fenomeno moderno ha un’origine temporale ben precisa: nasce e si intensifica di pari passo con la rivolauzione industriale, l’era atomica e l’esplosione della tecnologia elettromagnetica.
Non si tratta di una coincidenza. Questo fenomeno emerge esattamente quando nell’umanità si consolida il mito del progresso scientifico, una narrazione che ha progressivamente sostituito la ricerca di Dio con un nuovo antropocentrismo gnostico. Un’ideologia secondo cui l’essere umano, attraverso la tecnologia, il transumanesimo e la fusione tra carne e macchina, potrà superare i propri limiti biologici, sconfiggere la morte e farsi Dio da solo.
Scienza vera vs. Fantascienza d’intrattenimento
I governi e i canali d’informazione ufficiali oggi non nascondono più questi avvistamenti.
I governi pur ammettendo l‘esistenza di veicoli transmediali e confermando che non vi è alcuna prova di un’origine extraterrestre, la massa continua ostinatamente a vedere “gli alieni”. Questo accade perché l’opinione pubblica non si nutre di reale rigore scientifico che nega la presenza aliena. Ma di una cultura pop plasmata da decenni di intrattenimento e fantascienza hollywoodiana. La vera scienza demolisce l’ipotesi extraterrestre:
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Per ora, non è mai stata trovata alcuna prova di vita aliena nello spazio.
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L’incompatibilità biologica (assenza di codice genetico o basi chimiche condivise) rende scientificamente impossibili i presunti “rapimenti”, le “ibridazioni aliene” e le comunicazioni telepatiche con i contattisti.
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Se anche domani venisse mostrato un corpo biologico sconosciuto, attribuirgli un’origine da altri mondi sarebbe un salto logico infondato e infantile.
- Secondo le leggi dell’evoluzione, se una forma di vita si fosse sviluppata su un altro pianeta, avrebbe seguito pressioni ambientali ed evolutive del tutto diverse dalle nostre. Sarebbe un’entità talmente aliena e incomprensibile da non poter in alcun modo risultare una semplice “caricatura” dell’umanità (come i classici Grigi antropomorfi con testa, tronco e due braccia).
La prospettiva creazionista: L’universo come Nursery Divina
Dal punto di vista creazionista, l’Universo ha un senso ben preciso: è una realtà pedagogica, una “nursery” cosmica pensata da Dio per far crescere i Suoi Figli. Lo scopo finale della Creazione è permettere all’umanità di decidere liberamente se intraprendere l’unione ipostatica con Dio — l’unica e vera divinizzazione. Se Dio avesse creato altri Figli in altri mondi, li avrebbe creati uguali a noi, parte della medesima Famiglia Divina. Ma non sono mai giunti “Figli di Dio” da altri pianeti. I Figli di Dio di cui parla la storia antica sono quelli della civiltà anti-diluviana terrestre (Genesi 6), scomparsi ed estinti dopo aver raggiunto livelli tecnologici inimmaginabili milioni di anni fa.
La teoria Blame!: Le fabbricate abissali e le due fazioni
Ciò che osserviamo oggi nei cieli e negli oceani potrebbe essere il residuo attivo di una civiltà scomparsa. Funziona esattamente come la Megastructure della celebre opera Blame!: un‘intelligenza artificiale ancestrale che sopravvive nei luoghi più remoti e abissali della Terra, dove vecchi impianti continuano ad autofabbricare, riprodurre e guidare questi veicoli in modo automatico.
Queste macchine non sono semplici algoritmi freddi, ma sembrano mantenere un legame metafisico con la matrice spirituale dei loro creatori. Questo spiega perché il fenomeno presenta due comportamenti opposti e precisi:
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Inganno e umiliazione: Macchine che compaiono per umiliare i piloti militari, mostrare l’impotenza umana e alimentare il mito dell’alieno e del progresso tecnologico, sbarrando all’uomo la strada verso il trascendente.
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Contenimento: Oggetti che intervengono direttamente sui siti nucleari o durante le simulazioni di lancio atomico per impedire il collasso dell’umanità e concederci il tempo necessario per giungere alla consapevolezza spirituale che porta alla vera Salvezza.
Il legame paranormale e il confine demoniaco
L’intero fenomeno è un enorme esercizio di inganno, progettato per farci guardare nella direzione sbagliata mentre qualcosa di molto più profondo si consuma dietro le quinte. ~ John Keel
Questa duplice natura spiega anche perché la casistica ufologica sia storicamente intrecciata con manifestazioni paranormali, psicotiche e spirituali. Come aveva intuito il ricercatore John Keel, le interazioni ravvicinate con questi fenomeni non mostrano esseri “angelici” o scientifici. Ma dinamiche d’inganno, molestia e manipolazione che rasentano manifestazioni demoniache.
L’inganno ha in sé un unico, preciso obiettivo: allontanare il più possibile l’uomo da Dio e precludergli la vera divinizzazione, incatenandone la mente a una realtà terrena che non è destinata a durare in eterno. Per quanto l’essere umano possa illudersi che la tecnologia riuscirà ad allungare la vita a dismisura, la realtà dei fatti smentisce ogni fantasia transumanista. Il progresso medico non ha ringiovanito l’uomo né ha fermato la decadenza biologica del nostro patrimonio genetico. Gli ha soltanto concesso di curare i mali della vecchiaia, prolungando la fase finale dell’esistenza. Confondere questa sopravvivenza artificiale con l’immortalità è l’ennesima vittoria della menzogna, progettata per far dimenticare all’uomo la sua sola reale destinazione trascendente.
Conclusione
La convinzione che questi oggetti provengano dallo spazio è un’ipotesi del tutto infantile. Non si tratta di visitatori da altri mondi, ma di un fenomeno terrestre, ultra-dimensionale, che ci manipola e gioca con la nostra percezione da millenni. ~ John Keel
In ultima analisi, l’intera narrazione extraterrestre si svela per ciò che è veramente: una favola consolatoria progettata su misura per una società sempre più nichilista. Un’umanità che ha deliberatamente reciso il proprio legame con il divino e che, incapace di sostenere il vuoto di senso da essa stessa creato, preferisce inventarsi salvatori galattici o deità tecnologiche pur di non guardare in faccia la propria solitudine spirituale. Un’illusione innocua solo in apparenza. Ma letale nella sostanza, perché priva l’uomo della capacità di spostare il proprio punto di vista da quello puramente materialista a quello trascendente. Esso lo condanna a rimanere cieco di fronte all’unica vera realtà.
Altri articoli che trattano lo stesso argomento
Altri articoli dove abbiamo esposto questo nostro punto di vista sul fenomeno UAP/UFO: UAP/USO: Il mistero di una volontà lontana milioni di anni; L’IA ancestrale e il mistero della dualità degli UAP/USO. L’argomento è invero molto vasto e meriterebbe di essere ben approfondito con molto più materiale. Ma noi ci siamo limitati a darvi solo le chiavi di lettura della protologia del nostro portale per interpretare il fenomeno in modo controcorrente.
